Con l’aumentare dell’urgenza delle sfide ambientali e linguistiche, gli educatori stanno trovando una sinergia tra questi due mondi nelle aule scolastiche. Il progetto Eco Lingua adotta un approccio lungimirante: utilizzare l’insegnamento delle lingue come strumento per la consapevolezza ambientale, in particolare nella prima infanzia. In tutta Europa stanno emergendo storie stimolanti dalle aule scolastiche che collegano la natura e la lingua in modi fantasiosi, pratici e trasformativi.
Passeggiate nella natura come laboratori linguistici: Finlandia e Grecia
In un asilo di Espoo, in Finlandia, i bambini partecipano a passeggiate settimanali denominate “La lingua nella natura”, durante le quali raccolgono foglie, sassi e bastoncini e li nominano sia in finlandese che in inglese. Gli insegnanti introducono nuovi vocaboli con canzoni e racconti legati alla fauna e alla flora locali. Ispirate all’approccio dell’“educazione basata sul luogo” di David Sobel (Sobel, 2004), queste passeggiate creano un legame emotivo e linguistico con l’ambiente circostante.
In Grecia, gli educatori di Akata Makata hanno riferito che le passeggiate nella natura seguite da discussioni in classe hanno migliorato sia la ritenzione linguistica che la sensibilità ambientale, soprattutto quando i bambini portano in classe “tesori della natura” e li descrivono con semplici frasi in inglese come “Questa è una foglia morbida” o “Ho trovato una lumaca!”.
Il ruolo dell’eco-fiction nello sviluppo del linguaggio: Italia e Romania
In una scuola materna italiana, gli educatori hanno incorporato libri come The Lorax del Dr. Seuss e Greta and the Giants di Zoë Tucker nelle sessioni di lettura bilingue. I bambini hanno imparato vocaboli come foresta, alberi, animali e inquinamento e hanno riproposto le storie utilizzando oggetti di scena e pupazzi sia in italiano che in inglese. Queste attività sono radicate nella metodologia CLIL (Content and Language Integrated Learning), che si è dimostrata efficace nei contesti di educazione della prima infanzia (Coyle, Hood & Marsh, 2010).
Allo stesso modo, in Romania, i bambini hanno scritto insieme favole ambientali basate sull’ecosistema fluviale locale, combinando le competenze linguistiche con l’alfabetizzazione ambientale. Gli insegnanti hanno utilizzato suggerimenti aperti e mappe lessicali per guidare i bambini nella scrittura di storie con morali legate alla conservazione.

Eco-dramma ed espressione multilingue: Spagna
In una scuola pubblica di Valencia, gli educatori hanno sviluppato una settimana di “Eco-Teatro” in cui gli studenti hanno creato brevi rappresentazioni teatrali in spagnolo e inglese su temi ambientali come l’inquinamento da plastica o le specie in via di estinzione. Attingendo alle pratiche di teatro nell’educazione (Heathcote & Bolton, 1995), l’attività ha favorito sia l’uso espressivo del linguaggio che il lavoro di squadra, aumentando al contempo la comprensione degli studenti in materia di sostenibilità.
I copioni sono stati scritti dagli studenti e includevano frasi come “Proteggiamo il nostro pianeta” e “La plastica danneggia le tartarughe marine”. Le riflessioni post-spettacolo sono state fatte attraverso disegni e diari, consentendo agli insegnanti di valutare sia la produzione linguistica che la comprensione delle tematiche ambientali.
Apprendimento multisensoriale con materiali riciclati: Bulgaria
A Sofia, in Bulgaria, una scuola materna ha utilizzato materiali domestici riciclati (tappi di bottiglia, cartoni, ritagli di tessuto) per costruire diorami di ecosistemi forestali. Durante il processo creativo, i bambini si sono esercitati a nominare animali e piante in inglese, imparando verbi d’azione come tagliare, incollare, attaccare, posizionare. Questo approccio è in linea con i principi di Reggio Emilia, secondo cui la creazione pratica favorisce l’espressione linguistica e i valori ambientali (Edwards, Gandini & Forman, 2012).
Gli insegnanti hanno segnalato un aumento dell’entusiasmo per l’inglese quando legato alla creazione di oggetti artigianali. Un bambino di 5 anni avrebbe detto alla sua insegnante: “Gli alberi puliscono l’aria. Ne ho fatto uno con un fazzoletto!”
Stazioni meteorologiche bilingui e vocabolario ecologico: Portogallo
In un asilo di Lisbona, i bambini aiutano a gestire una “stazione meteorologica” sia in portoghese che in inglese. Registrano le previsioni giornaliere (soleggiato, nuvoloso, ventoso) e fanno osservazioni sugli effetti del tempo sulle piante e sui giardini della scuola. Questi momenti vengono utilizzati per introdurre verbi d’azione (crescere, asciugare, spazzare via) e nomi legati al clima e all’ecologia.
Questa attività continua fa eco all’ipotesi dell’input di Krashen, sottolineando il valore di un input comprensibile in contesti significativi (Krashen, 1982). Poiché la stazione meteorologica è una parte reale della loro vita quotidiana, i bambini assorbono e utilizzano la lingua con maggiore facilità.
Conclusione: le radici della lingua affondano più in profondità nel suolo
Ciò che queste storie rivelano è che l’apprendimento delle lingue fiorisce quando è integrato in esperienze autentiche, ricche di emozioni e multisensoriali, specialmente quando è legato alla natura. Il progetto Eco Lingua continua a promuovere pratiche educative innovative che non solo insegnano ai bambini a pronunciare nuove parole, ma anche a usare la loro voce al servizio di un mondo più verde e compassionevole.
Riferimenti
Coyle, D., Hood, P., & Marsh, D. (2010). CLIL: Content and Language Integrated Learning. Cambridge University Press.
Edwards, C., Gandini, L., & Forman, G. (2012). The hundred languages of children: The Reggio Emilia experience in transformation (3rd ed.). Praeger.
Heathcote, D., & Bolton, G. (1995). Drama for learning: Dorothy Heathcote’s mantle of the expert approach to education. Heinemann.
Krashen, S. D. (1982). Principles and practice in second language acquisition. Pergamon Press.
Sobel, D. (2004). Place-based education: Connecting classrooms and communities. The Orion Society.
Tucker, Z., Persico, Z., & Williams, Z. (2019). Greta and the Giants. Frances Lincoln Children’s Books.
Seuss, Dr. (1971). The Lorax. Random House.